Ieri, tornando a casa, ho ascoltato in radio una cosa che ha catturato subito il mio interesse.  Uno psicologo descriveva la nuova frontiera dello studio della personalità attraverso uno strumento innovativo.

Quale?

L’analisi della scrivania.

Già, dalla scrivania di una persona si possono capire molte cose, prima fra tutte la presenza o meno di un certo tipo di ordine mentale. Si sa, la scrivania del “metodico” assomiglierà all’Upper East Side di New York, la scrivania del “creativo” assomiglierà alla discarica di Malagrotta. Già, ai “creativi” (categoria a cui mi ascrivo, più per le mansioni che svolgo, che per farmi un complimento gratuito) viene concessa questa singolare forma di sciatteria, perché è ritenuta in qualche modo correlata all’estro tipico della creazione dal nulla.

Io non faccio eccezione. Il mio lavoro è scrivere, in una innumerevole serie di forme e modi, che spesso sembrano non avere a che fare con la creatività, ma che forse, in fondo, non sono altro che prodotti creativi. Mi mancano le lettere per i battesimi e le cresime, e poi potrò dire di aver scritto davvero di tutto.

Ogni volta che scrivo un blog, una lettera di vendita, un testo per il web, o un progetto di formazione finanziata, alla fine racconto una storia, alla fine creo, in fin dei conti, dal nulla o quasi.

Tuttavia, ad un disordine esterno NON deve assolutamente coincidere un disordine interno. Il processo di creazione ha dei suoi delicatissimi ingranaggi, spesso inconsci, che non devono essere assolutamente intaccati.

Per questo ho deciso, da un po’ di tempo a questa parte, che anche la mia scrivania, in generale la mia strumentazione di lavoro, dovesse essere organizzata più come una catena di montaggio tedesca, che come il giardino di una comunità di figli dei fiori.

Un desiderio del genere, nel 2018, può essere esaudito grazie alla tecnologia. La marea di fogli e fogliettini, pizzini, scarabocchi e appunti, può essere organizzato meglio, molto meglio. A beneficiarne è l’intera produzione, credimi.

Lo dico con un pizzico di nostalgia da amante del romanticismo della piuma e calamaio. Purtroppo sono nato nel futuro.

Al sempre caro doppio schermo del PC, che mi permette di tenere aperto davanti ai miei occhi il doppio di ciò che vedrei con un solo schermo, mi aiuto con le infinite risorse che può fornire un tablet, oggigiorno.

A vederlo così, sembra inutile. Un altro “black mirror”, come uno smartphone, ma terribilmente più ingombrante. Assomiglia a quelle zeppole enormi che male imitano le loro omologhe mignon.

La realtà è ben diversa. Con le giuste applicazioni il Tablet può diventare il tuo alleato contro il caos, e supplirti nelle piccole amnesie quotidiane. Una specie di Mary Poppins che fa la polvere tra i meandri delle tue meningi mentre tu crei senza problemi.

Ti descriverò brevemente alcune applicazioni che hanno salvato la mia scrivania, e forse la mia vita. Che tu sia studente o professionista, o aspiri ad essere uno dei due, forse salveranno anche la tua.

  1. Google Drive. Iniziamo dalla più scontata e banale. Grazie al servizio cloud di Google, potrai avere documenti videoscritti o fogli di calcolo in continuo aggiornamento e condividerli in tempo reale con i colleghi. Pensa di poter creare file di appunti divisi per giorno o mese e archiviarli in cloud. Li troveresti sempre, comunque, e senza sforzo potresti mostrarli agli altri. In particolare è utile la funzione scanner, che permette di catturare con una foto un documento di carta per poterlo anche modificare direttamente sul tablet.
  2. Google Office. E’ un’app gratuita che permette di creare e modificare file Word, Excel e PowerPoint, ed anche di visualizzare documenti PDF. Grazie alla stretta integrazione con i servizi Google, con Google Office è possibile accedere ai file memorizzati in Google Drive.
  3. Slack. Quello che si dice un vero workspace. Ha una interfaccia simile alle solite applicazioni di messaggeria, come whatsapp o skype, con la possibilità di creare chat tematiche per ogni progetto e sincronizzarlo con il tuo google drive, per avere continue e dinamiche “riunioni virtuali” con i tuoi colleghi.
  4. Asana. Asana sta alle app come gli etiopi stanno alla maratona. Un vero e proprio organizzatore di lavoro. Asana permette di dividere tutte le attività in progetti, ciascuno con dentro i suoi partecipanti. Ogni progetto ha le sue task, che il responsabile di progetto aggiorna periodicamente con le scadenze, che ti vengono ricordate con antipatiche ma utilissime notifiche. Su ogni task si possono aggiungere commenti sullo stato di avanzamento dei lavori, e ci si può scambiare vicendevolmente like per quanto fatto, che diciamolo, fa un po’ di morale.

Grazie ai nostri docenti super avvezzi a queste diavolerie tecnologiche, stiamo introducendo l’utilizzo di queste app nella didattica dei nostri corsi di Garanzia Giovani, aumentando il grado di condivisione di materiali didattici e test.

E chissà che la novità non sia tutta qua. Non mi è concesso dire altro, ma potresti scoprilo da te, accedendo alla sezione Garanzia Giovani del nostro sito.

Se hai tra i 18 e i 29 anni, non studi e non lavori, cogli l’opportunità di frequentare corsi di formazione e avviamento professionale TOTALMENTE GRATUITI con il programma della Regione Puglia GARANZIA GIOVANI.

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Chissà, un giorno potremmo incontrarci su Slack.

Scherzo.

Buon proseguimento!

Stefano – Area Progettazione

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