Quanto spesso ti sei guardato intorno alla ricerca di giovani competenti e volenterosi da inserire nella tua azienda?

Tante. Troppe. Spesso accompagnate dalla fatidica frase “Nessuno ha voglia di fare niente. ‘Sti giovani pensano solo a star seduti dietro a una scrivania, guadagnare, senza sporcarsi più le mani”.

Vero, ma non verissimo. Anzi diciamocelo, in alcuni casi la responsabilità è anche tua che su “‘sti giovani” non vuoi investirci per niente. Neanche un minuto del tuo tempo.

Beh, sappi che, un po’ come accade per i finanziamenti a fondo perduto, ci sono tutta una serie di strumenti che agevolano il processo di “adeguamento” delle competenze dei lavoratori, o aspiranti tali, agli esordi della loro carriera. Primo fra tutti l’APPRENDISTATO.

Questa magica formula contrattuale che permette ai ragazzi di formarsi nella tua azienda, non per imparare solo un mestiere qualsiasi, ma per impararlo secondo ciò che tu (o chi per te) gli insegnerai.

E tu che sei un artigiano ci insegni quanto sia importante la mano del Maestro per imparare il mestiere e farlo bene.

Di fatto, cosa c’è di più efficace che coltivare un neonato bocciolo per trasformarlo nel fiore all’occhiello della tua impresa? Magari lo stesso che un giorno porterà avanti proprio il tuo lavoro.

Beh, in effetti nulla.

Perché un giovane sia perfettamente adeguato a svolgere un lavoro come il tuo, nella tua realtà fra l’altro, è necessario che ci sia dentro, che ci cresca dentro, che acquisisca il metodo, il tuo, che si integri nella famiglia lavorativa, la tua.

Ecco, al di là del romanticismo che si cela dietro il rapporto maestro-apprendista, in mestieri che sembrano appartenere più ai ricordi che alla realtà, oggi voglio essere più pratica e aggiornarti sulle recenti novità in materia di Apprendistato.

Sì, perché, la Regione Puglia, non più tardi di una settimana fa, ha pubblicato le linee guida in materia di apprendistato, in riferimento all’art. 9 della legge regionale n. 26 del 19 giugno 2018, che disciplina proprio quest’ultimo all’interno di una “Bottega Scuola”.

Beh, giusto per inquadrare meglio l’argomento, faccio un passo indietro e chiarisco il concetto di “Bottega Scuola”.

Non si tratta di un’impresa qualsiasi, ma di quella tipologia di azienda che è sempre più importante tutelare, perché può rappresentare uno sbocco molto interessante per tutti quei giovani in cerca di attività creative e “pratiche” e che in molti casi diventano dei veri e propri caratteri distintivi di una terra, al punto di renderla famosa anche a livello internazionale.

Le “Botteghe Scuola” sono laboratori artigianali, artistici, come quelli che porti avanti tu, legati anche all’abbigliamento su misura (sartoria), insomma tutte quelle imprese che ancora svolgono i mestieri di una volta, quelli della tradizione.

Beh, per quanto vengano sempre più snobbati, in realtà rappresentano una enorme prospettiva per tutte quelle regioni che fondano la loro economia anche su questo. E che lo fanno da secoli.

E in questo, caro Maestro artigiano, hai un ruolo non indifferente nel perpetuare le tue conoscenze, trasferendole a una forza lavoro più giovane e vigorosa di te.

Di più. Hai una responsabilità. Quella di tener viva la memoria attraverso il lavoro, creando e offrendolo alle nuove generazioni.

Le stesse che possono imparare dalla tradizione e innovare con la loro freschezza di idee e contatto con il mondo moderno, quello che spesso a te, che appartieni ad un’altra di generazione, sfugge.

In virtù di questo, lo scorso giugno, la Regione Puglia ha promulgato una nuova legge che regolamenti l’apprendistato nelle botteghe artigiane, che in questo modo diventano scuole per i giovani in cerca di lavoro.

E sempre per tutelare la tua realtà lavorativa, ha promulgato le linee guida a completamento della legge e che, molto brevemente, ti sintetizzo e ti invito ad approfondire sui canali istituzionali della Regione.

Ecco, infatti, quali i punti salienti contenuti nell’ultimo documento:

  • Ambito di applicazione e tipologia di percorsi;
  • Forma di contratto da applicare;
  • Cosa è l’apprendistato professionalizzante
  • Piano Formativo Individuale (in cosa consiste, quanto tempo deve durare e come svolgerlo);
  • Chi è il tutor aziendale e cosa fa;
  • Come dovrà essere articolata la formazione;
  • Obbligo alla registrazione della formazione;
  • A quanto potrà ammontare la retribuzione;
  • Cosa si intende per apprendistato nel sistema duale scuola-lavoro (quello in cui vengono alternati periodi di formazione in azienda e periodi di formazione a scuola);
  • Quali le condizioni necessarie a implementarlo in quest’ultimo caso: Piano Formativo Individuale, tutor aziendale e tutor formativo, come informare e individuare l’apprendista, come valutare e certificare le sue competenze, disposizioni in merito agli esami finali, al monitoraggio e alla pianificazione finanziaria;

In più non vengono tralasciate neanche le specifiche disposizioni per l’apprendistato finalizzato alla qualifica professionale, al diploma di istruzione secondaria superiore o specializzazione tecnica superiore, come all’alta formazione e ricerca.

Insomma è racchiuso tutto ciò che ti serve sapere su come attivare i percorsi di apprendistato per appassionare i ragazzi al tuo mestiere, insegnar loro un lavoro e far sì che le buone vecchie professioni tradizionali non cadano nel dimenticatoio.

D’altra parte, so bene come tutto ciò sia spesso complesso da comprendere per i non addetti ai lavori.

Immagino tutte le domande che possono frullarti in testa dopo aver letto questo estratto d’indice e il testo completo della legge come delle linee guida:

  • E i soldi per pagarli dove li prendo?
  • Come si diventa una bottega scuola?
  • Le pratiche a chi devo presentarle?
  • Come funzionano i “partenariati” con gli enti formativi esterni e le scuole?

E potrei andare avanti fino a domani mattina, perché la burocrazia, per quanto tuteli, inquadri, chiarisca, metta a sistema, in realtà, spesso complica e confonde.

È proprio a questo punto che voglio presentarti la CDQ Formazione, l’ente formativo che rappresento e che si posiziona a metà strada fra il linguaggio spesso incomprensibile delle Istituzioni e te, voi, imprese e artigiani.

Siamo qui proprio per segnalare, chiarire, supportare, aggiornare.

Segnalare, opportunità di finanziamento o strumenti da sfruttare, liberamente accessibili e in grado di risolvere molte delle tue esigenze senza che tu muova un passo dalla tua azienda o spenda un centesimo;

Chiarire tutti i tuoi dubbi in merito alla formazione professionale, sia finanziata che non;

Supportare qualunque tua idea, progetto, intenzione di far crescere la tua impresa investendo sul capitale umano che ne fa parte;

Aggiornare sulle novità in atto, sulle leggi, i decreti, le delibere, le linee guida, proprio come ho fatto ora per l’apprendistato.

Insomma CDQ Formazione è da anni un punto di riferimento per cittadini e imprese che vogliono incontrarsi e dare, una volta per tutte, una scrollata a questo mondo del lavoro sempre più complicato e chiuso in comparti stagni.

Perché non ne approfitti anche tu allora?

Iscriviti alla nostra newsletter o contattaci attraverso i recapiti riportati nella pagina contatti del nostro sito, per sapere cosa di buono bolle in pentola anche per te.

Tu che sei detentore del saper fare che, da secoli, si tramanda nella nostra terra, non puoi voltare le spalle a quanto le Istituzioni fanno per tenere in vita anche il tuo mestiere.

In alternativa, non lamentarti dell’assenza di giovani, perché di volenterosi ancora ce ne sono.

Ti aspetto!

Sara Pellegrino – Direttrice CDQ Formazione

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