Nonostante tutte le buone ragioni alla base di uno stage nella propria azienda, mi rendo conto che ci sono ancora molte resistenze da parte tua, caro imprenditore, ad ospitarne anche solo uno.

Sono giorni frenetici per me e il mio staff, perché ci stiamo dando tanto da fare per formare i professionisti di domani, offrire l’opportunità a molti giovani di crescere e a te di scoprire e conoscere un valido aiuto per la tua attività.

Ma è sempre più difficile riuscire a trovare imprenditori realmente consapevoli di tali opportunità e aperti al nuovo. Non nascondo che la cosa mi spaventa e anche parecchio, perché nonostante tutte le belle parole che amiamo raccontarci sullo sviluppo e l’occupazione, alla fine preferiamo rimanere chiusi nel nostro piccolo orto e non aprirci alle possibilità, nonostante queste siano gratuite, senza alcun costo per te, anzi, persino vantaggiose.

Ho sondato molto gli animi generali negli ultimi mesi. Che dico? Negli ultimi anni e le risposte sono sempre le stesse:

  • Non hanno voglia di fare nulla e mi fanno solo perdere tempo!
  • Mi rubano i segreti del mestiere!
  • Non so cosa fargli fare, sono già a posto così!

Bene, a differenza della scorsa volta che ho tentato di sviscerare i principali vantaggi per l’impresa, ospitando uno stagista, oggi sarò più pratica. Cercherò di demolire queste tue “inutili” resistenze e affrontarle una volta per tutte. Così, se alla fine continuerai a rifiutare, mi auguro che sia per delle ragioni valide.

Onestamente, sono piuttosto stanca di vedere andar via tanti miei coetanei, anche più giovani di me, perché completamente spaesati dal pregiudizio che regna sovrano nel mondo imprenditoriale.

Così oggi voglio riportarti un piccolo vademecum per gestire al meglio uno stagista all’interno della tua azienda. Meglio ancora, se si tratta di mansioni tecniche, da laboratorio.

Le fasi di “espletamento” sono principalmente tre e servono a mettere a tacere una volta per tutte la prima e l’ultima delle motivazioni che ti rendono ostile verso gli stagisti.

ACCOGLIENZA

In primo luogo ci tengo a precisare che le mansioni da affidare allo stagista non vanno scelte a casaccio e solo in base alle tue esigenze, ma devono essere contingenti ad una serie di fattori.

Primo fra tutti, il suo piano formativo. Per essere più concreta: se il piano prevede la formazione di un tecnico di laboratorio, che tu sia un bar, una gelateria o una cantina, bisognerà prevedere un impegno nel laboratorio e non solo alla vendita.

Quindi, un buon ripasso di quest’ultimo, al suo arrivo, è cosa auspicabile.

In secondo luogo, vanno illustrate le regole aziendali. Sempre nel caso di un laboratorio, si potrebbe partire dalle norme relative all’igiene e alla sicurezza, solo per fare un esempio.

All’inizio è importante che lo stagista sappia perfettamente quali siano le procedure migliori per organizzare bene il lavoro.

Infine, è fondamentale mostrare loro tutte le principali attività aziendali, da quelle più elementari a quelle più complesse, almeno in linea concettuale.

SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITÀ

Dopo l’infarinatura generale, non solo teorica ma anche pratica, è bene che lo stagista trovi il suo posto in azienda perché impari bene a svolgere precise mansioni.

Anche in questo caso non devi tener conto solo delle tue esigenze ma anche delle sue caratteristiche personali e attitudini.

Collocato in un posto preciso, anche a livello di spazio e non solo di attività, si sentirà più coinvolto, responsabile e utile alla squadra, anche se alla fine sarete solo tu e lui.

Se, come sostieni, non ha voglia di fare, stai tranquillo che così gli verrà.

VALORIZZAZIONE DELLE SUE COMPETENZE

Non porre freni alla sua “creatività”, ma aggiusta solo il tiro in caso di errori, sia suoi che tuoi. Sì, perché nessuno svolge il ruolo di tutor alla perfezione sin dall’inizio. Formare e capitalizzare le competenze di uno stagista non è la stessa cosa che eseguire il proprio lavoro ogni giorno. Pertanto, anche tu sbaglierai qualcosa in questo processo formativo sul campo e dovrai aggiustare il tiro nei suoi confronti o nei confronti degli stagisti futuri.

In tutta onestà, fatico a comprendere come un processo così fluido e assolutamente naturale possa spaventarti al punto da rifiutare quella che potrebbe essere forza lavoro in più senza che tu spenda neanche un centesimo.

Così, arriva la seconda scusa: ci rubano i segreti del mestiere, per rivelarli chissà a chi o farne chissà cosa.

Ora, io comprendo perfettamente questo genere di resistenza. Mi metto nei panni tuoi che magari sei uno chef, un gelatiere, o di chiunque faccia delle ricette personali la ragione del proprio successo e del proprio guadagno.

So perfettamente che si potrebbe aprire un mondo sul copyright, i segreti d’azienda, le ricette da proteggere e così via e non è mia intenzione farlo in questa sede, perché certamente il battito è sempre sul filo del rasoio ed estremamente cavilloso.

Oggi voglio appellarmi al tuo buon senso. Sì, perché, capiamoci, sei tu l’esperto e professionista della materia e lo stagista è un apprendista alle prime armi con questo specifico lavoro. E, generalmente, lo stage ha durata di tempo piuttosto limitata perché lui possa assorbire in maniera così precisa i segreti di un mestiere che non ha mai svolto.

Insegnargli le fasi di un processo, mostrargli la “catena di montaggio”, fargli mettere in pratica le tue istruzioni, attraverso azioni basilari, certo non metterà a rischio i tuoi più innovativi metodi di produzione.

Prima delle leggi a tutela del tuo mestiere, deve esserci il tuo buon senso.

Lo stagista non è un impiegato e non va trattato come tale, ma è un collaboratore che si sta formando e sta comprendendo, innanzitutto, se ciò che sta facendo lo appassiona davvero e cosa, più di tutto, lo coinvolge, di tutte le mansioni che gli hai mostrato e fatto provare.

Diverso è il discorso qualora tu decidessi di assumerlo. Nel mio più totale auspicio che una cosa del genere possa accadere in tutti i casi, è chiaro che cambiano anche i vincoli, le condizioni, il trattamento di certe informazioni. Al di là del fatto che, mi auguro, avvenga sulla base di un rapporto di fiducia che sei riuscito ad instaurare con lui nel tempo.

Non dimenticare mai che, fra i due, quello che ha più esperienza sei tu e in nessun modo la presenza di uno stagista nella tua azienda può o deve rappresentare una minaccia all’esecuzione del lavoro.

Sono consapevole che per abbattere certe resistenze un post non sia sufficiente, probabilmente un giorno ci inventeremo anche un corso per farle superare a tutti coloro che ne hanno.

Ciò nonostante, sento di affermare che, se segui questi semplici passaggi, nessuna delle ragioni che ti impediscono di accettare resterà in piedi e la tua si rivelerà un’esperienza di stage vincente.

Ora non mi resta che offrirti gli strumenti migliori perché tu possa sentirti incoraggiato a compiere questa scelta.

Noi della CDQ Formazione stiamo sfornando non poche opportunità sia per le imprese che per i giovani in cerca di lavoro, perché possiate incontrarvi, conoscervi e scegliervi per un periodo di tempo molto lungo.

Se sono riuscita un po’ a sciogliere le tue remore, allora invia una mail a comunicazione@cdqformazione.it, manifestando il tuo interesse a ospitare uno o più stagisti, perché possiamo ricontattarti quanto prima e spiegarti come fare.

Affrettati. Resta ancora poco tempo.

Ti aspetto.

Sara Pellegrino – Direttrice CDQ Formazione

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