Molte cose di questo Paese mi risultano difficili da comprendere. Con “comprendere” non mi riferisco ad interpretare il significato di qualcosa che sembra infinitamente più filosofico del mio modesto senso pratico.

Intendo proprio “capire”.

Ecco, i concorsi pubblici italiani, proprio non li capisco.

I concorsi pubblici italiani sono la più lampante evidenza di quanto il nostro apparato burocratico riesca ad essere lento, macchinoso e auto-referenziale, producendo danni irreparabili ai servizi, che sono quelli che contano davvero per rendere lo Stivale un posto migliore.

Se ci fossero le olimpiadi di “oscurità” dei concorsi pubblici, vincerebbero per distacco i concorsi per il personale docente. Immagino questi concorsi come un team di sprinter giamaicani dai muscoli tesi e fibrosi, che danno metri e metri di distacco ai comunque competitivi concorsi nell’arma dei carabinieri, o quelli per entrare all’INPS.

A parte le battute a 5 cerchi, è doveroso fare chiarezza, in un panorama, quello dei concorsi MIUR, che è cambiato, e che merita di essere raccontato con precisione, per permettere a tutti di avere le chance che meritano di inseguire il proprio sogno di carriera.

L’opportunità del giorno è proprio questa: poter competere ad armi pari per ottenere una scrivania per fare uno dei lavori, a mio modestissimo parere, più belli del mondo.

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha annunciato, attraverso una nota pubblicata sul portale web istituzionale, che pubblicherà 3 bandi per Docenti. I concorsi Miur saranno indetti in attuazione di uno degli 8 Decreti attuativi (DL n. 59, 60, 61, 62, 63, 64, 65, 66 del 13 aprile 2017) della Legge 13 luglio 2015, n. 107 (Buona Scuola).

In particolare, le procedure selettive saranno indette in esecuzione del Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 59.

Che cosa cambia con questo decreto?

Le modalità di selezione dell’accesso all’insegnamento per le scuole secondarie di I e II grado.

Ecco, in maniera estremamente pratica, come si sceglieranno i prossimi professori delle nostre scuole.

A partire dal 2018, saranno pubblicati bandi ogni 2 anni, per insegnare nelle scuole secondarie. Ai concorsi potranno partecipare tutti gli aspiranti insegnanti che sono in possesso dei 24 crediti universitari nei settori formativi psicologico, antropologico, pedagogico e delle metodologie didattiche.

Qual è la più grande novità? Questa:

Ciascun concorso sarà articolato in 3 prove d’esame, di cui 2 scritte ( o 3 per chi concorre alla posizione di insegnante di sostegno) e 1 orale.

I vincitori del concorso saranno poi avviati ad una successiva fase formativa e di tirocinio retribuito della durata di 3 anni, superato con successo il quale, si viene direttamente ammessi al ruolo.

Il primo di questi nuovi concorsi è stato pubblicato lo scorso 16 Febbraio, e serve ad ammettere all’insegnamento risorse a tempo indeterminato nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado e per il sostegno nella scuola secondaria.

Quindi, è rivolto a risorse già abilitate all’insegnamento, inclusi i docenti che sono già di ruolo.

Ecco un piccolo prospetto dei requisiti necessari per partecipare, e poi una piccola dritta per superare a pieni voti l’esame:

– titolo di abilitazione all’insegnamento in una o più classi di concorso della scuola secondaria di primo o di secondo grado, conseguito entro il 31 maggio 2017;

– solo per i posti di sostegno, specializzazione per il sostegno della scuola secondaria di primo o di secondo grado, conseguita entro il 31 maggio 2017;

– solo per chi concorre per la classe di concorso A23 (Italiano L2), titoli di specializzazione previsti dal decreto Miur n. 92 del 23 febbraio 2016;

– requisiti generali per l’accesso all’impiego nelle pubbliche amministrazioni richiesti dal decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487.

La partecipazione è aperta anche agli insegnanti tecnico pratici, se risultano iscritti nelle GAE (graduatorie ad esaurimento) oppure nella seconda fascia di quelle di istituto, alla data del 31 maggio 2017. Inoltre, sono ammessi con riserva alla procedura concorsuale le seguenti categorie di candidati:

– per i posti di sostegno, Docenti abilitati che conseguano la specializzazione per il sostegno entro il 30 giugno 2018, nell’ambito di percorsi avviati entro il 31 maggio 2017, compresi quelli disciplinati dal decreto Miur 10 marzo 2017, n. 141;

– Docenti che hanno conseguito il titolo abilitante o la specializzazione sul sostegno all’estero entro il 31 maggio 2017 e hanno presentato la domanda di riconoscimento alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione entro la data termine per la presentazione delle istanze per partecipare al bando per Insegnanti abilitati 2018;

– i candidati che possiedono i requisiti di partecipazione sulla base di provvedimenti giudiziari non definitivi.

E ora..la dritta.

Come scrivevo prima, è cambiata la modalità d’esame per il concorso. La ripeto: 2 prove scritte; 1 prova orale.

La prova orale riguarda tre temi principali:

  • Un colloquio di natura didattico-metodologica
  • Un colloquio in lingua a scelta tra inglese, francese, spagnolo e tedesco
  • Un colloquio sulle conoscenze base di informatica e ICT. A questo colloquio viene attribuito un punteggio massimo di 3 punti.

Mi sembra abbastanza comprensibile (questo si) che con una competizione così serrata, perché purtroppo serrata lo è, i 3 punti ottenibili con il colloquio sulle conoscenze informatiche sono semplicemente indispensabili.

In altre parole: non sono quelli i punti che fanno vincere, ma di sicuro non averli pregiudica le possibilità di scalare la ripidissima graduatoria.

Per sapere come fare ad assicurarti una preparazione infallibile per il colloquio informatico, che ti permetterà di costringere i valutatori ad assegnarti il massimo previsto (3 punti)

CLICCA QUI

Le domande di partecipazione al concorso si potranno presentare dalle ore 9.00 del 20 febbraio prossimo fino alle 23.59 del 22 marzo.

Sarà il primo grande banco di prova per la parte “concorsuale” di questa riforma così chiacchierata.

L’importante è farsi trovare pronti.

Anzi, no. L’importante è vincere.

 

Stefano – Area progettazione.

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