Bisogna sempre ricordare che gli esseri umani sono il fine, e che non bisogna mai utilizzarli come mezzi per i propri fini” – recitava Immanuel Kant. Oggi mi sento filosofa e per questo ho voluto iniziare un post dedicato interamente a cosa serve davvero per lavorare nelle risorse umane, con la citazione di uno dei più grandi pensatori della storia.

Una frase che, seppur debba prescindere dalla sfera lavorativa, per abbracciare ogni ambito della nostra vita, in realtà suona particolarmente calzante per questo argomento.

Anche se, a ben guardare, di citazioni più o meno famose, pronunciate da imprenditori di fama mondiale, sono tante e le più disparate. Tutte, però, convergenti verso un’unica direzione: per avere successo ogni impresa dovrebbe essere in grado di investire la  maggior parte di tempo e risorse nella cura del suo personale.

Ecco, fra i denti, in realtà, ti ho già un po’ rivelato cosa serve davvero per lavorare nelle risorse umane: una grande intelligenza emotiva, come direbbe un altro gigante della psicologia moderna, Daniel Goleman.

So che molta di questa dipende dalle redini di chi tiene l’impresa, ma, se ci affacciamo nelle realtà imprenditoriali più strutturate, quelle in cui desideri lavorare tu magari, allora certamente non si tratta di una qualità ad esclusivo appannaggio del boss.

Semplicemente perché lavorare nelle risorse umane vuol dire lavorare con, sulle e per le persone.

Immaginati, in una fase di selezione, un tuo sì o un tuo no possono decidere il futuro di chi ti siede davanti, la sua possibilità di intraprendere la sua prima esperienza lavorativa, o guadagnare qualcosa da reinvestire in un progetto più grande e o semplicemente mantenere la sua famiglia.

Immagina di dover gestire una squadra di diverse decine di dipendenti, ognuno con il suo ruolo e impiegato nel suo settore, ma tutti parte di una stessa squadra, che spende la maggior parte della vita nelle stesse quattro mura in cui lavori tu. Le tue azioni, le tue iniziative, le tue proposte o semplicemente le tue idee verso di loro possono fare la differenza e trasformare le quattro mura in cui sono costrette in un paradiso come un inferno.

Ho voluto buttarla un po’ sul romantico, per farti capire che essere impiegati nelle Human Researches, come vengono più spesso definite, non è uno scherzo che si esaurisce solo nella compilazione di quattro buste paga in croce e nella preparazione dei documenti per le loro dichiarazioni dei redditi. Certo, sono le basi, ma intorno, collateralmente, c’è molto. C’è quella che mi sento di definire la bellezza collaterale di questo mestiere che si dedica alla cura delle persone come fossero la sua famiglia.

Premesso tutto ciò, svoltiamo verso una direzione più pratica.

Ecco cosa serve davvero per lavorare nelle risorse umane.

1. CONOSCERE LE MANSIONI

Parlare di impiego nelle risorse umane, spesso, vuol dire tutto e non vuol dire niente, per la semplice ragione che le Human Resources sono una divisione aziendale che si occupa a 360° degli impiegati.

In questa divisione convergono numerose professionalità, dal selezionatore all’amministrativo, fino a chi si occupa di formazione/coaching, comunicazione, marketing e social. Sì, perché anche le risorse umane sono un target del marketing e della comunicazione aziendale, o, almeno, dovrebbero esserlo in linea di principio.

Il primo step da seguire, quindi è conoscere le mansioni che spettano alle risorse umane e, soprattutto, i requisiti che servono per svolgere ogni mansione e in quale figura professionale si inquadrano.

Nello specifico, le figure professionali che possono essere coinvolte nella divisione Risorse Umane, sono:

  • Recruiter, colui che si occupa della selezione delle stesse;
  • Amministrativo, colui che, invece, cura la parte dei numeri, dagli stipendi alle buste paga, fino ai prospetti di bilancio che riguardano proprio la gestione economica e finanziaria delle stesse;
  • Coach/Formatore, figura più focalizzata sulla crescita e la valorizzazione di ogni risorsa all’interno dell’azienda, in relazione alla sua specifica propensione e al ruolo che ricopre;
  • Comunicatore, perché, come ti accennavo, parte delle strategie di marketing e comunicazione aziendale sono rivolte ai dipendenti, soprattutto se ci riferiamo a grosse aziende, multinazionali, reti d’impresa;
  • Manager, meglio conosciuto come Responsabile, è colui che coordina tutte queste figure per far funzionare in modo omogeneo l’intero ufficio.

2. SPCIELIZZARSI

Il secondo step per costruire il tuo bagaglio di strumenti utili a lavorare in questo settore è scegliere quale delle professionalità elencate al punto precedente vuoi diventare.

Un selezionatore, ad esempio, non si occupa solo di leggere curriculum e svolgere colloqui con i candidati, ma affianca l’imprenditore nella definizione delle competenze e dei profili che servono, segue tutta la parte amministrativa per l’assunzione o il licenziamento di un dipendente, guarda i numeri, i dati statistici, i dati aziendali per capire quante persone si possono assumere, con quali contratti e con quale retribuzione di partenza. Insomma, c’è dietro un bel po’ di lavoro ed entrano in campo un bel po’ di conoscenze prima di arrivare al colloquio o alla lettera di licenziamento.

Un comunicatore gestionale, come si può definire una figura che fa comunicazione rivolta ai dipendenti, si occupa di stilare sondaggi e interviste, monitorare e ascoltare i dipendenti per sondare il loro grado di soddisfazione in merito all’ambiente aziendale, elabora house organ, riviste aziendali che forniscono notizie utili relative al gruppo per cui lavorano, organizzano eventi, curano il portale intranet e molto altro ancora.

Capisci bene che ognuno di questi ruoli richiede competenze molto diverse e un elevato grado di specializzazione.

3. FORMARSI

Ecco cosa serve davvero per lavorare nelle risorse umane.

Perché non c’è competenza senza conoscenza. Non puoi sapere nel dettaglio come funziona un ufficio risorse umane se prima qualcuno non te lo spiega, non lo approfondisci, non lo studi.

E non puoi scegliere in cosa specializzarti se non hai ben chiaro in mente chi fa cosa.

Le risorse umane sono forse il settore lavorativo che coinvolge la maggiore eterogeneità di competenze al suo interno. Dallo psicologo all’avvocato, passando per il commercialista, il formatore e il comunicatore, direi che le abbiamo toccate quasi tutte.

Ma la base è comune, tutti devono partire dall’infarinatura generale prima di orientarsi al particolare e dato che nessun indirizzo di laurea focalizza da vicino un settore così ampio come quello delle risorse umane, allora diventa importante scegliere un percorso post-universitario che te le fornisca.

Ecco perché la CDQ Formazione e la School of Management della Libera Università del Mediterraneo Jean Monnet hanno unito le forze per proporti un Master Universitario di I Livello in Organizzazione & Human Resources Management da svolgere interamente nella NOSTRA SEDE DI CANOSA DI PUGLIA.

Un’opportunità, se ci pensi, da non sottovalutare in un momento storico pieno di punti interrogativi come quello che stiamo vivendo, in cui non si sa se fra sei mesi sarà possibile spostarsi liberamente fra regioni, che piega prenderà l’epidemia, se ci saranno zone più sicure di altre, in Italia.

Accarezzare l’idea di rimanere a pochi chilometri dalla propria casa, cogliendo l’occasione per continuare a seminare per il proprio futuro non è certo una cattiva mossa.

Con il Maste in Organizzazione & Human Resources Management acquisirai conoscenze utili riguardo a:

  • La direzione delle Risorse Umane: la sua organizzazione e le nuove frontiere
  • General Management
  • La selezione del personale
  • La formazione e la comunicazione interna
  • Organizzazione e Lean accademy
  • Contrattualistica e Relazioni Industriali
  • Amministrazione e payroll
  • Workshop tematici: case history di HR Management
  • HR digital transformation

In questo modo avrai una base solida da cui partire per scegliere di specializzarti in qualunque figura del settore desideri e lavorare in azienda, come in agenzia interinale.

Inoltre, essendo un master universitario della durata di 1500 ore, ti darà la possibilità di accumulare punteggio qualora decidessi di partecipare a concorsi pubblici per figure affini,

Un percorso importante, insomma, del valore di 7.500 Euro di cui tu, qualora decidessi di iscriverti, potresti usufruire GRATUITAMENTE grazie al Bando di Finanziamento della Regione Puglia Pass Laureati.

Una misura di finanziamento a sportello che copre interamente le spese del master, proprio fino a  un massimo di 7.500 euro, in Italia, più eventuali spese per viaggio, vitto e alloggio.

Per poterne usufruire è necessario:

  • essere nati dopo il 31/12/1983;
  • presentare apposita domanda prima dell’inizio del master;
  • terminare il percorso entro dicembre 2022;
  • avere residenza in Puglia da 2 anni,
  • essere nati in Puglia anche se residenti in altra regione da non più di 5 anni,
  • aver conseguito Laurea di I o II livello,
  • possedere un reddito Isee inferiore ai 30 mila euro.

Una grande opportunità per rimanere a casa, conseguire un titolo di alta formazione universitaria, fortemente contestualizzato nel tessuto economico regionale, a costo zero per diventare professionista in un settore lavorativo che non conosce crisi

Spetta solo a te, ora, fare il primo passo e raccogliere tutte le informazioni sulle modalità e i tempi di iscrizione e avvio dei corsi. Per farlo ti basterà compilare questo form senza alcun impegno ed essere immediatamente ricontattato dalla nostra struttura.

Ti aspetto.

Paola – Responsabile Comunicazione CDQ Formazione

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