Vuoi aprire un nuovo ristorante o rilanciare quello che già gestisci? C’è un unico modo per farlo con successo e superare la crisi: il food delivery. Ne più ne meno.

Sembra una réclame pubblicitaria, invece si tratta dell’argomento che voglio approfondire con te, oggi.

Quello che sto per scrivere senz’altro potrà apparirti come banale e scontato, soprattutto nelle prime battute, ma se arriverai fino in fondo, potresti persino riflettere su qualcosa che non avevi ancora tenuto presente e trovare una soluzione concreta per dare un accelerata al lancio del tuo locale.

Sì, perché, anche se dedicato alla ristorazione, in realtà questo vale per qualunque attività di commercializzazione e somministrazione di cibo e bevande.

Non è un mistero che le categorie più colpire dalle misure restrittive adottate nell’ultimo anno siano proprio queste.

A parte i supermercati e i generi alimentari, ma su questi non sarei neanche tanto sicura, il resto delle aziende impegnate nel food&beverage è stato messo totalmente in ginocchio dalla pandemia e dalla crisi economica.

Ora, quando si abbattono queste “tragedie” su uno o più settori economici, le strade da seguire di solito sono due, anzi, no, tre:

  1. aspettare che tutto passi, tirando a campare con i “Ristori” di turno,
  2. gettare la spugna e chiudere baracca e burattini o rinunciare ai propri progetti, se ancora non avviati,
  3. dopo una fase iniziale di smarrimento, rimboccarsi le maniche, fiutare le nuove tendenze e reinventarsi completamente.

Ora, non ti conosco e non so quale tra questi tre atteggiamenti tu abbia seguito e, più di tutto, quali le ragioni che ti abbiano spinto a farlo.

Mi piace, però, immaginare ogni imprenditore come un leone pronto ad aggredire il mercato e mangiarsi in un sol boccone tutte le difficoltà che gli si pongono dinanzi.

Mi piace vederti come un’azienda o aspirante tale con le spalle larghe, dall’animo intraprendente e impavido, capace di superare ogni difficoltà seguendo la terza via.

Proprio a questi voglio rivolgermi.

Che tu abbia già un’attività avviata o stia pensando di farlo in questo settore, sappi che di opportunità per cavalcare l’onda e sfruttare persino le “occasioni” nuove sorte durante la pandemia, ce ne sono e sono anche tante.

Una prima di tutte: il food delivery.

Sì, so che ho appena scoperto l’acqua calda.

Ci volevo io a farti scoprire che il settore può rimanere a galla e salvarsi solo grazie alle consegne a domicilio.

Ce lo stanno ripentendo in tutti i santi DPCM.

Hai ragione.

Ti avevo detto che non era questa la notizia.

Quello su cui vorrei farti riflettere, e che poi mi si presenta sotto gli occhi ogni volta che ordino cibo o spesa a domicilio, è il modo in cui viene gestito questo servizio.

Sì, perché, nella maggior parte dei casi questo viene affrontato, appunto, come una “toppa” da mettere all’attività impossibile da gestire come sempre fatto, in attesa che tutto torni come prima.

Ecco il punto è esattamente questo, le cose potrebbero non tornare come prima o, meglio, se mai ne usciremo, sarà chissà quando.

Nel mentre, la voglia delle persone di mangiare buon cibo, pur rimanendo a casa propria, scansandosi le fatiche della cucina, non sono cambiate.

Andiamo fuori a pranzo o a cena” si è trasformato in “Dai, ordiniamo qualcosa stasera che non mi va di cucinare!” o “Dai, vieni su da me che ci ordiniamo qualcosa!” e ancora “Sempre la solita minestra, ordiniamo qualcosa al ristorante!“.

Una tendenza che, ad essere sinceri, si era già palesata prima della pandemia.

Non potrebbero essere venute fuori come funghi così tante società di food delivery e driver, soprattutto nelle grandi città.

L’esplosione della pandemia, ha solo dato un’accelerata a questo trend già in atto.

Oltre che uscire, alle persone piace anche evitare la ressa di certi locali, non vuole sbattimenti per trovare posto nel ristorante preferito durante il week-end e non vede l’ora di potersi riunire nell’intimità di casa.

Come puoi capire, quindi, quella del food delivery, non è una tendenza momentanea, ma una condizione destinata a cambiare le nostre abitudini e anche le probabilità che un locale abbia più successo di altri.

Anche la spesa della settimana, ormai, è diventata più comoda se fatta online.

L’approccio, quindi, non è quello della “toppa” in attesa che tutto torni alla normalità.

La giusta scelta è intraprendere una “trasformazione” o “integrazione” rispetto alla normale attività, avviando un servizio di food delivery pensato e studiato per offrire la migliore esperienza al cliente.

Non serva a nulla preparare la miglior pizza della città se poi arriva fredda a destinazione.

Stesso dicasi per tutti i piatti che andrebbero consumati caldi.

A cosa serve preparare un sushi spaziale, se poi mi arriva mezzo smontato e sotto forma di pappa per neonati?

Abbracciare la filosofia Delivery, vuol dire prima di tutto ripensare tutto il menu e la gestione del servizio in funzione del consumo a domicilio.

Le pietanze preparate per la consegna a domicilio “pronta al consumo”, dall’altra parte della città o in una limitrofa, non possono essere le stesse rispetto a quelle servite al tavolo, a due passi dalla cucina.

Chi ordina, non vuole rogne. Non può pensare di dover accendere fornelli o microonde per riscaldarsi il cibo ricevuto.

Stesso dicasi del servizio di raccolta prenotazioni e consegna.

Non può essere svolto da personale improvvisato, impreparato, poco cortese e magari neanche tanto abile alla guida.

E il marketing o la comunicazione “corporate”, pensi davvero che vengano meno?

Allora, se vuoi davvero dimostrare chi sei e lanciare o rilanciare la tua attività di commercio e somministrazione di bevande, ti lascio giusto qualche dritta, per iniziare a informarti e farlo al meglio.

1. RIPENSA IL MENU E L’OFFERTA DI CIBO E BEVANDE IN FUNZIONE DEL DOMICILIO

Questo vuole dire non solo rimettere mano ai piatti o ai prodotti da inviare, ma anche a come farli arrivare al meglio.

Confezioni termiche, per il caldo o il freddo, piatti già porzionati, packaging accattivanti, alimenti pensati appositamente per rendere al meglio solo mangiati a distanza di poco tempo e non subito.

Anche idee carine e sfiziose su come valorizzarlo.

Se proprio non riesci a immaginare qualcosa di diverso, fa che diventi un’esperienza positiva e divertente per i tuoi clienti.

Se hai ricevuto un ordine di “olive” o “tagliere di salumi” per un aperitivo a casa, prova a spiegare anche come poterlo abbinare, come presentarlo in modo originale, come renderlo condivisibile.

Ti assicuro che la volta successiva non andranno altrove, ma continueranno a scegliere te.

2. PERSONALE QUALIFICATO E FORMATO

So che hai dovuto fare di necessità virtù e chiedere al tuo personale di sala di improvvisarsi rider, magari anche con il proprio mezzo di trasporto.

Ma sei sicuro che questo gli competa davvero?

Sei certo che sia abile alla guida, riesca a destreggiarsi in modo rapido e sicuro nel dedalo di strade cittadine, per assicurare una consegna rapida?

No, perché non siamo tutti autisti di Formula1.

Anche se ti suona strano bisogna essere formati per questo.

3. PUNTUALITÀ NELLA CONSEGNA E RAPIDITÀ NEL SERVIZIO

Sai che da qualche tempo ho rinunciato a ordinarmi la pizza il sabato sera?

Sì, perché i locali che fanno consegna a domicilio sono talmente intasati con le prenotazioni che pretendono che, per riceverla alle 21, io debba ordinarla almeno per le 15.

Alle 15?

Dopo pranzo?

A quell’ora non so neanche se mi va una pizza alla sera, figuriamoci sceglierne il gusto, poi.

Se scegli di fare food delivery, devi assicurare, soprattutto nelle giornate di punta, la stessa qualità del servizio di quando la pressione è minore.

E soprattutto, far arrivare la consegna nell’ora pattuita e non quando ormai la gente ha rinunciato all’ordine e ha preferito uno spaghetto aglio e olio homemade.

3. CORPORATE BRANDING

In che modo farsi conoscere e riconoscere se la gente non viene più nel tuo locale?

Sembra difficile, ma non impossibile.

Un locale realmente preparato per il food delivery sa bene che dovrà mettere i clienti nelle condizioni di farsi rintracciare ovunque e sempre.

Quindi, sito aggiornato, menu pubblicato, possibilmente su tutti i canali di comunicazione, contatti ben visibili, magari anche una piattaforma per le prenotazioni automatiche.

Poi ancora parco mezzi e corporate clothing, che letteralmente sta per mezzi  e uniformi brandizzati.

Giusto rivolgersi alle compagnie di delivery, se l’attività è appena avviata o ancora in divenire, ma una volta consolidata, sarebbe auspicabile essere riconosciuti, per strada e a casa.

Non dimenticare mai che colui o colei che consegna l’ordine a domicilio è l’unico contatto personale e fisico che il cliente ha con il tuo locale.

Sarebbe bello se questo esprimesse al meglio l’immagine e la filosofia della tua attività.

Serve anche a rassicurare  e gratificare di più i clienti.

Insomma, piccole accortezze, che certamente richiedono uno sforzo in più, ma che possono fare decisamente la differenza, sin da ora.

E se dovesse prender piede, perché no, potresti farla diventare la tua attività esclusiva anche dopo, tagliando così molti costi che già sostieni o integrarla all’attività tradizionale, soprattutto se hai un locale piccolo che non può ospitare molta gente, aprendoti un bacino di utenza che neanche immagini.

E se ancora non ho aperto la mia attività?

Beh, potresti far rientrare questa idea nel tuo progetto di prossima realizzazione.

Senza dimenticare di partire dalle basi, però.

In primis, farti trovare con le carte in regola!

Formarti e procurarti tutti i permessi necessari a rispondere a tutti gli adempimenti burocratici ad avviarti senza intoppi.

Tra questi spicca il certificato di abilitazione che attesti la “Formazione per l’attività di esercizio dell’attività commerciale al dettaglio, all’ingrosso e di somministrazione di alimenti e bevande.“

Si tratta di un documento fondamentale, se aspiri ad aprire un bar o un ristorante, ma anche solo commercializzare bevande e alimenti.

Questo perché l’esercizio in qualsiasi forma di una attività di commercio relativa al settore merceologico alimentare e di una attività di somministrazione di alimenti e bevande è consentito SOLO a chi ha frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e di Bolzano.

Probabilmente già lo sapevi, ma non avevi idea di dove poterlo frequentare.

Ancora, potresti, invece, non averne mai sentito parlare, e ora che lo hai appena letto ti sta già partendo il mal di testa perché non sai da dove partire.

Tranquillo.

A qualunque punto tu sia, la soluzione te la forniamo noi!

Per tutti gli esercenti del settore food&ristorazione che intendono aprire un bar o un ristorante o qualunque attività che preveda la commercializzazione somministrazione di cibo e bevande, CDQ Formazione ha organizzato il corso abilitante che attesta la “Formazione per l’attività di esercizio dell’attività commerciale al dettaglio, all’ingrosso e di somministrazione di alimenti e bevande”.

Il corso si svilupperà in 120 ore di lezione teorica, con esame finale.

Ma voglio rassicurarti anche sotto questo punto di vista.

Le lezioni infatti si terranno completamente online, attraverso la piattaforma Google Classroom.

Come vedi, quindi, saremo operativi in piena sicurezza e senza aspettare necessariamente la fine dell’emergenza.

Tutto quello che devi fare, adesso, è semplicemente compilare il form nella nostra pagina dedicata, per ricevere tutte le informazioni di cui hai bisogno e riservare il tuo posto nell’aula virtuale, prima che i posti si esauriscano.

Le lezioni, infatti, inizieranno molto presto!

Allora, credi ancora che gettare la spugna o attendere i sussidi di Stato sia la soluzione migliore?

Ti aspetto!

Paola – Responsabile Comunicazione CDQ Formazione

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