Ti è mai capitato di guardare quei film in cui tra i protagonisti c’è una persona o una famiglia benestante, che a un certo punto organizza un party per raccogliere fondi destinati alla loro fondazione di turno? Beh, anche se magari li hai snobbati e hai cambiato canale, sappi che in quel momento loro stavano praticando il mestiere del fundraiser. Letteralmente, stavano svolgendo pubbliche relazioni per raccogliere i soldi a fini benefici.

Se sei interessato al mondo del sociale, del non-profit e del welfare, forse, non avresti dovuto cambiar canale, ma rimanere a guardare un attimo, fosse anche per capire come funziona.

Altri esempi molto più attuali e vicini, di cui certamente hai sentito parlare, se non hai mai trovato tempo di guardarle, sono le maratone Telethon che organizzano generalmente ogni anno, in TV.

Trasmissioni lunghe diverse ore, in cui si alternano artisti di ogni genere moderati da altrettanti conduttori, per allietarti le serate e sensibilizzarti sull’importanza della ricerca per lo studio di cure alle malattie rare e “convincerti” che donando stai facendo la cosa giusta.

Anche le campagne di destinazione dell’8×1000 o del 5×1000 lo sono, e persino gli spot in cui ti invitano a donare somme a favore della Protezione Civile, per contrastare momenti di emergenza come quello che abbiamo appena vissuto, ricadono nelle azioni tipiche del mestiere di fundraiser.

So che fino ad ora lo hai vissuto dall’altra parte e sei completamente estenuato da tutte queste persone che ti chiedono soldi per le cause più disparate.

Ma, se il volontariato è la tua passione, non puoi fare a meno di aiutare il prossimo e addirittura stai meditando di fare carriera nel sociale, sappi che non puoi prescindere dal Fundaraising.

È quello che tiene in vita associazioni e fondazioni e, ad essere cinici, mantiene anche molti posti di lavoro e può permetterti domani di fare della tua passione una professione.

Assodato, quindi, che esiste questa figura professionale, cerchiamo di conoscerla più facilmente.

Capiamo cosa fa, che competenze deve avere e come formarsi per acquisirle.

Letteralmente il fundraiser è colui che mette in atto tutte una serie di strategie e relazioni con le organizzazioni più disparate, per massimizzare le donazioni verso una specifica causa.

In pratica elabora e attua azioni mirate per raccogliere somme sempre maggiori di denaro, da destinare alla propria organizzazione, causa, progetto o missione.

Puoi intuire da solo quindi che chi pratica il mestiere del funraiser si deve occupare della gestione del budget di un’organizzazione non-profit, delle risorse umane, delle relazioni pubbliche nei confronti dei donatori.

È il responsabile della raccolta fondi, il motore trainante dell’intera macchina finanziaria di una fondazione o associazione che sia.

Per essere più schematica, ti elenco di seguito le responsabilità in capo a chi svolge il mestiere del fundaraiser:

  • individuare gli obiettivi e sviluppare il piano per la raccolta fondi, in linea con la mission dell’organizzazione;
  • identificare il target dei potenziali donatori e delinearne un profilo ideale;
  • predisporre la campagna di raccolta fondi, in tutte le sue fasi, inclusa la reportistica finale;
  • pianificare e gestire azioni di marketing e comunicazione;
  • organizzare eventi e campagne promozionali o di sensibilizzazione mirate;
  • sviluppare collaborazioni con altre organizzazioni e con le istituzioni;
  • interagire direttamente con i donatori e con gli influencer;

Si tratta quindi di mansioni prevalentemente orientate alla comunicazione, in cui le skill principali sono quasi del tutto attinenti alle capacità di creare e intessere rapporti proficui nel tempo.

Essere spigliati, avere una buona dialettica, essere creativi e progettare campagne sempre più innovative e accattivanti sono un’ottima base di partenza per imparare il mestiere del fundraiser.

Anzi, sono i requisiti che spesso tengono in considerazione in fase di colloquio, forse ancor più dell’esperienza e della tecnica.

Accanto alle capacità personali, però, le competenze principali richieste a un fundraiser si articolano in questi settori:

  • relazioni pubbliche;
  • marketing
  • gestione d’impresa,
  • economia e finanza.

Per poterle presentare in sede di colloquio, anche se non hai mai avuto esperienze dirette nel terzo settore, ti basterà fare riferimento a quelle acquisite in aziende private.

Si tratta infatti di competenze adattabili anche se acquisite in settori differenti.

Se poi non hai ancora avuto alcuna esperienza, magari perché hai appena terminato i tuoi studi universitari, allora l’unica via è quella della formazione post-laurea, magari attraverso qualche master specifico.

In questo senso voglio suggerirti il Master Universitario di I livello in Management delle imprese sociali, del welfare e della previdenza sociale, organizzato in partnership tra CDQ Formazione Italia e la School of Management della Libera Università del Mediterraneo (LUM) – Jean Monnet.

Tra le altre competenze, questo percorso mirato a formare figure professioni nel comparto sociale contempla anche l’apprendimento di strategie e tecniche per effettuare una raccolta di risorse e fundraising dell’impresa sociale e degli ETS, utilizzando nuovi strumenti sociali d’innovazione e rapporti con la PA in logica sussidiaria;

Un piano didattico implementato attraverso i tre approcci principali dello sviluppo del pensiero e delle competenze manageriali, dell’action learning e lo sviluppo del posizionamento professionale e personale, che ti preparerà a ricoprire anche la figura del fundraiser.

In un anno, insomma, acquisirai basi consolidate per poter fare carriera nel sociale.

Così organizzato il master avrà una durata di 1500 ore di formazione così strutturate:

  • 400 ore di lezioni frontali
  • 750 ore di attività di approfondimento formativo
  • (studio individuale, seminari, workshop, ecc.)
  • 350 ore di stage o project work.

Un bel percorso che ti qualificherà professionalmente e ti aprirà le porte per il mestiere a cui aspiri, oltre a permetterti di raggiungere 60 crediti formativi utili, molto spesso, per conquistare punteggio in occasione di concorsi pubblici.

Ora che hai ben chiaro in mente come si articolerà il percorso formativo del Master Universitario di I Livello in Management delle imprese sociali, del welfare e della previdenza sociale,  in mi preme darti un’altra grande notizia: se parteciperai al bando Pass Laureati della Regione Puglia, potrai ottenere la copertura del  100% delle tue spese legate al master.

Si tratta di una misura di finanziamento a sportello che copre interamente i costi del Master Universitario scelto, fino a un massimo di 7.500 Euro, in Italia. Oltre alle spese di viaggio, vitto e alloggio che dovrai sostenere per raggiungere la sede dei corsi.

Una grande opportunità di cui approfittare se possiedi questi requisiti:

  • essere nati dopo il 31/12/1983;
  • presentare apposita domanda prima dell’inizio del master;
  • terminare il percorso entro dicembre 2022;
  • avere residenza in Puglia da 2 anni,
  • essere nati in Puglia anche se residenti in altra regione da non più di 5 anni,
  • aver conseguito Laurea di I o II livello,
  • possedere un reddito Isee inferiore ai 30 mila euro.

Quest’ultima opportunità ti consentirà di guadagnare il titolo del Master, che sul mercato vale ben 6000 Euro, in maniera completamente gratuita.

Direi che se aspiri a lavorare nel no profit in Italia e accarezzi questo sogno da tempo, come da pochi mesi, ora non hai davvero più scuse per rimandare.

Visita la pagina dedicata e compila il form per essere ricontattato dal nostro staff e ricevere tutte le informazioni utili riguardo al Master.

Il tuo futuro è sempre più a portata di mano.

Ti aspetto.

Paola – Responsabile Comunicazione CDQ Formazione

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