So come ci si sente quando si mette un punto alla propria carriera e si deve andare a capo per ricominciare. Sia quando terminano gli studi, e a quel punto finisce una intera fase della propria vita, probabilmente la più spensierata, sia quando tocca dare un taglio netto alla propria professione e decidere cosa fare da grande, anche a 30 anni. Si hanno molte aspirazioni. Si guarda lontano. Sei pieno della speranza di un futuro roseo, perché nulla sarà come prima e potrai iniziare finalmente a raccogliere i frutti del tuo sudato lavoro, avere un tuo ufficio, guadagnare un tuo stipendio (possibilmente fisso), toglierti tutti gli sfizi che vuoi. Ora è il momento del tuo riscatto. Ora è il momento di raccogliere armi e bagagli e andare dove il lavoro c’è, dove ci sono i grossi uffici, dove i salari sono giusti, dove i master ti offrono gli stage nei posti fighi, come case di moda, multinazionali, grosse agenzie di comunicazione, quartier generali.

Raramente i sogni di gloria corrispondono con la porta accanto.

Non ti biasimo, la maggior parte dei posti di lavoro, dalle nostre parti, hanno tutto fuorché qualcosa di figo, che ti alletti a rimanere.

Per cui ti dico che, a prescindere da dove vieni, se dall’università o dal mondo del lavoro, fai bene e puntare in alto e guardare lontano, in tutti i sensi.

Ci sono però degli aspetti da tenere in considerazione quando si perseguono sogni così ambizioni.

Il primo fra tutti è in fondo solo un piccolo dettaglio: il punto di arrivo non corrisponde quasi mai col punto di partenza e, se anche fosse, prima di tagliare il traguardo tocca fare un po’ di giri.

Quindi prima di sedere in uno di quegli uffici pieni di lustrini, di una grossa multinazionale del nord tocca fare quella che più volgarmente viene definita gavetta. Quella fase più o meno lunga della tua carriera lavorativa che ti permette di farti le ossa e diventare davvero bravo nel mestiere che vorrai fare da grande e per tutta la vita.

E a questo punto la domanda mi sorge spontanea: cosa ti fa pensare che un master o uno stage in una grande realtà del nord possa essere tanto diverso dalla medesima esperienza fatta al sud?

Sarò molto franca con te, semplicemente perché ci sono passata e posso scrivertelo a ragion veduta: in una grossa multinazionale, dove tu desideri arrivare, sarai solo un numero in mezzo a tanti altri, circondato da gente che già lavora lì da anni, sa fare il suo mestiere e ha solo bisogno di qualcuno che metta a posto le carte. In un’azienda pugliese, perché siamo in Puglia, le risorse lavorative servono come il pane, perché la concorrenza è certamente minore, il personale anche e non sempre i dipendenti di vecchia data hanno la preparazione che potresti aver raggiunto tu.

Le possibilità di farsi le ossa, quindi, sono di gran lunga superiori.

Secondo aspetto da non trascurare: scegliere il settore produttivo che i maggiori e più concreti sbocchi lavorativi.

La moda, la robotica, la finanza, l’alta finanza, gli studi legali e tutto quello che ti fa brillare gli occhi al mattino, sono sì settori in cui c’è lavoro, ma anche estremamente difficili da sfondare, in termini di carriera. Sono anche settori che, nell’ultimo decennio, hanno sofferto notevolmente delle conseguenze derivanti dalla crisi economica mondiale. Far strada in queste realtà può costarti il doppio della fatica probabilmente.

Diversamente, c’è un settore che non ha proprio idea di cosa sia la crisi, neanche in un momento come questo, in cui l’epidemia ha costretto molte aziende a chiudere, fosse anche temporaneamente: l’AGROALIMENTARE.

Converrai con me che si tratta di un comparto che da nord a sud è in costante crescita, che caratterizza l’economia italiana a livello mondiale e probabilmente nessuno osa competere con un brand così affermato.

Allo stesso modo, sarai d’accordo come me sul fatto che, in quanto ad aziende agroalimentari, qui in Puglia, abbiamo poco da invidiare alle regioni del nord, dove siamo abituati a credere si trovino i motori trainanti dell’economia nazionale.

Prova a passare in rassegna, nella tua mente, qualche nome di azienda produttrice di pasta, vino, conserve alimentari, prodotti da forno, e così via, che hanno sede in Puglia. Direi che qualche grande azienda l’abbiamo anche qui, non credi?

Terzo aspetto, ultimo se vogliamo.

Dopo aver riflettuto su gavetta, settore produttivo più forte a livello nazionale, è necessario spendere qualche minuto anche sulle figure professionali maggiormente richieste.

Ora, senza passarle tutte in rassegna, perché, mi rendo conto, potrebbe volerci un post apposito, richiamo la tua attenzione su un ruolo estremamente trasversale, ma molto, molto richiesto nel comparto alimentare: il PRODUCT MANAGER.

Una professione che, a leggerla così, può voler dire tutto e niente.

Ecco, provo a fartela conoscere più da vicino.

Il project manager è colui che segue tutto il ciclo di vita del prodotto, dalla produzione al lancio sul mercato.

In due parole è colui che si occupa di  definire gli obiettivi commerciali relativi a un prodotto e le strategie di marketing più efficaci per raggiungerli.

Questa figura ha un ampio spettro d’azione, perché tocca diversi settori aziendali, ad esempio può progettare nuovi prodotti innovativi da lanciare sul mercato o ridefinire quelli già esistenti . Nel caso dell’agroalimentare può puntare a nuove linee produttive o incrementare quelle già attive.

In pratica un product manager:

  • elabora il piano per lo sviluppo della linea prodotto assegnata;
  • svolge analisi di mercato,
  • studia le preferenze e le esigenze dei consumatori,
  • valuta i dati di vendita di prodotti affini
  • monitora l’offerta dei competitors
  • decide le caratteristiche del prodotto
  • decide come organizzare l’assortimento
  • fornisce indicazioni sul packaging finale
  • selezione i fornitori

Insomma è quella figura dell’area commerciale, fortemente orientata al marketing del prodotto agroalimentare, di cui ne decide le strategie per il posizionamento, la vendita e la promozione, interfacciandosi sia con la produzione che con l’ufficio comunicazione.

Comprendi bene come si tratti di una figura di grande responsabilità, cruciale per ogni aziende, che richiede una preparazione e un’esperienza ben lontane dall’improvvisazione del momento.

Forse, per questa ragione è fortemente richiesta, sopratutto nel comparto agroalimentare, che, come ti ricordo, è la punta di diamante dell’economia pugliese, come nazionale.

Tutto questo bel discorso, per arrivare a disti cosa?

Che se miri ad arrivare in alto, per il tuo futuro professionale, è importantissimo partire dalle basi giuste, che sono: alta e qualificata formazione specializzata e un tessuto imprenditoriale che ti consenta di fare esperienza sul serio e non solo sulla carta.

Per questa ragione, e per venire incontro alle mille altre esigenze del momento che, come avrai sentito, ancora non ci permettono di muoverci liberamente sul territorio nazionale, noi della CDQ Formazione abbiamo stretto una partnership  con la School of Management della Libera Università del Mediterraneo (LUM) – Jean Monnet.

L’obiettivo è proporti tre Master Universitari di I livello da svolgere nelle nostre sedi di CANOSA DI PUGLIA e finalizzati a formare le figure professionali più richieste nel nostro territorio.

Fra questi, il primo che intendiamo suggerirti è il Master in Agrifood, Wine and Local Management. Uno di quei percorsi in cui la vocazione per il territorio, le tradizioni e la cultura si sposano perfettamente con il management del comparto enogastronomico.

Ciò che affiora, alla fine del percorso, è una figura professionale completa, competente, con le giuste conoscenze nel settore di riferimento e pronta a mettersi immediatamente alla prova nel mondo del lavoro, partendo proprio dalle aziende pugliesi per giungere dove più desidera.

Il Master in Agrifood, Wine and Local Management copre 1500 ore di formazione, articolate in 410 ore di lezioni in aula, 740 di attività di approfondimento formativo e 350 ore di tirocinio. Come vedi un’orientamento fortemente pratico, per essere un master universitario.

Un percorso importante, del valore di 7.500 Euro che tu, qualora decidessi di iscriverti, potresti usufruire GRATUITAMENTE grazie al Bando di Finanziamento della Regione Puglia Pass Laureati.

Una misura di finanziamento a sportello che copre interamente le spese del master, proprio fino a  un massimo di 7.500 euro, in Italia, più eventuali spese per viaggio, vitto e alloggio.

Per poterne usufruire è necessario:

  • essere nati dopo il 31/12/1983;
  • presentare apposita domanda prima dell’inizio del master;
  • terminare il percorso entro dicembre 2022;
  • avere residenza in Puglia da 2 anni,
  • essere nati in Puglia anche se residenti in altra regione da non più di 5 anni,
  • aver conseguito Laurea di I o II livello,
  • possedere un reddito Isee inferiore ai 30 mila euro.

Insomma, una grande opportunità per rimanere a casa, conseguire un titolo di alta formazione universitaria, fortemente contestualizzato nel tessuto economico regionale, a costo zero per diventare uno fra i professionisti più ricercati del momento, in un settore produttivo che non conosce crisi neanche ai tempi del Covid-19.

Direi che gli ingredienti per fare la giusta scelta ci sono tutti.

Ora, spetta solo a te fare il primo passo e raccogliere tutte le informazioni sulle modalità e i tempi di iscrizione e avvio dei corsi. Per farlo ti basterà compilare questo form senza alcun impegno ed essere immediatamente ricontattato dalla nostra struttura.

Ti aspetto

Paola – Responsabile Comunicazione CDQ Formazione

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